Storia della Parrocchia
La parrocchia di Cogne è sotto la protezione di sant’Orso, sacerdote valdostano vissuto in epoca incerta tra il VII e I’VIII secolo, celebre per i suoi poteri taumaturgici. È il primo santo locale che sia stato oggetto di culto nella diocesi di Aosta, anteriormente all’anno Mille. Le testimonianze figurative lo presentano in genere rivestito della casula, con un bastone priorale nella mano destra ed un uccellino sulla spalla sinistra; quest’ultimo, in particolare, appresenta il suo motivo iconografico specifico.
La tradizione popolare afferma che sarebbe stato proprio il santo a bonificare la conca centrale della vallata (ancor oggi denominata “prato di Sant’Orso”), originariamente paludosa e inospitale. Un ruolo importante in questo senso potrebbero aver avuto, piuttosto, i canonici della Collegiata aostana di S. Orso, alle cui dipendenze la parrocchia figura già nel 1184. I canonici detennero la parrocchia fino al 1820, anno in cui ogni diritto passò al vescovo.
La Chiesa
La tradizione, come si è detto, colloca al Crêt la prima chiesa di Cogne. Storicamente sappiamo che nel 1202 la comunità intera provvide alla costruzione della sua chiesa, probabilmente già nel luogo dove si trova adesso. Nella prima metà del XVII secolo l’edificio assunse l’aspetto attuale, in seguito a lavori di ricostruzione e di ampliamento. Esso fu consacrato dal vescovo di Aosta monsignor Jean-Baptiste VERCELLIN il 10 giugno 1642. La chiesa è a pianta rettangolare, con presbiterio a cupola ottagonale. L’interno, ad una sola navata, ridecorato dal pittore Pirlato nel 1960, conserva preziosi altari in legno scolpito e dorato, a colonne tortili, settecenteschi.
L’altare maggiore, impreziosito da una ricca decorazione barocca, presenta al centro una tela raffigurante la Vergine Assunta, accolta in cielo dalla SS. Trinità, e i santi Orso e Biagio. Le statue di sant’ Anselmo e san Nicola (ai lati della tela) e una rappresentazione in altorilievo dell’Assunzione (al culmine dell’altare), nonché un magnifico tabernacolo interamente dorato e a sua volta impreziosito di statuine di santi (alcune delle quali purtroppo trafugate), completano l’eccezionale composizione artistica. Gli altari laterali, da sinistra a destra, sono dedicati rispettivamente: a San Michele (statue di S. Germano, S. Giovanni evangelista, S. Anselmo, S. Grato, S. Michele arcangelo e S. Giocondo); al Santo Rosario altorilievo con l’Annunciazione, statue di S. Caterina da Siena, Madonna col Bambino, S. Domenico e bassorilievi con i misteri del Rosario); alla Madonna del Monte Carmelo (statue di S. Andrea, Madonna del Carmine, S. Pietro, S. Sebastiano, Pietà e S. Rocco); a Sant’Antonio abate (statue di S. Teresa d’Avila, S. Antonio abate, S. Agata, S. Lucia, S. Carlo Borromeo e S. Apollonia).
Vicino all’ingresso laterale, statua in alluminio di S. Barbara che è stata trent’anni nella cappella di Colonna, all’ingresso della miniera, e lapide-ricordo dell’abbé CHAMONIN, per 57 anni parroco di Cogne, dal 1832 al 1889. In una nicchia protetta da un vetro sopra la porta laterale sinistra, all’interno della chiesa, si trova la statua trecentesca in alabastro gessoso di Sant’Orso, anticamente posta nella nicchia posta sotto il colmo del tetto sulla facciata principale della chiesa parrocchiale. L’organo posto in cantoria, del 1772, fu ricostruito nel 1872 con il contributo del re d’Italia Vittorio Emanuele II, presente ogni anno a Cogne per le battute di caccia allo stambecco; è stato ulteriormente ampliato nel 1969 e conta 1636 canne. Attualmente non è più purtroppo funzionante ed è in progetto un suo totale rifacimento (Cliccare qui per le specifiche dello strumento).
Il campanile sopraelevato nel 1828, per motivi di stabilità, fu demolito e ricostruito nel 1840. Un elemento architettonico interessante che merita infine di essere ricordato è il portico antistante l’ingresso. Esso in passato non costituiva un semplice abbellimento ma aveva una precisa funzione liturgica. Era conosciuto nelle chiese valdostane col nome francese di “porche de mariage”, ovvero “portico nuziale”, poiché al suo riparo si svolgevano i riti religiosi preliminari al sacramento del matrimonio. Sappiamo dalla documentazione pervenutaci che talora era anche utilizzato per l’insegnamento e la catechesi.
Cogne e i suoi abitanti
La parrocchia di Cogne sorge a Cogne, dove i primi abitanti provenienti dalla Valle Soana, si stabilirono dapprima nell’alto vallone dell’Urtier dove, presso il Crêt (m. 2.020), costruirono la loro prima chiesa, e solo più tardi scesero nella conca centrale, dove edificarono il capoluogo.
Alla migrazione valsoanina sembra richiamarsi il culto di san Besso, comune alle popolazioni della Valsoana e quindi di Cogne. Infatti, il 10 agosto di ogni anno, dalle relative parrocchie, accorrono pellegrini che vanno a celebrare la festa di questo martire tebeo al santuario posto sopra Campiglia in Valsoana (m. 2.019). Nel Medioevo, il territorio di Cogne era sottoposto alla giurisdizione del vescovo di Aosta che nel 1191 ottenne dal conte di Savoia la facoltà di erigervi un castello, il nucleo dell’attuale Castello Reale.
La comunità, che nel corso dei secoli aveva sviluppato le sue strutture solidaristiche e amministrative, si affrancò dai doveri feudali nella seconda metà del XVIII secolo, ma il vescovo conservò il titolo di “Conte di Cogne” fino al 1951.
Nel 1630, durante la terribile epidemia di peste che si abbatte sulla Valle d’Aosta, la popolazione di Cogne fu più che dimezzata: morirono infatti oltre settecento adulti e un numero indefinito di bambini. La fiducia nel futuro non venne tuttavia meno e già l’anno successivo si registrarono nella parrocchia 41 matrimoni. E una decina di anni dopo era in costruzione la nuova chiesa, più grande della precedente.
Le tradizionali attività agricolo-pastorali e minerarie sono state affiancate, nel secondo dopoguerra, da una economia legata al turismo.
La presenza del Parco Nazionale del Gran Paradiso, istituito nel 1922, ha favorito uno sviluppo equilibrato della località, che nulla ha sacrificato delle sue eccezionali bellezze naturali. Analogamente, la popolazione ha saputo conservare le sue particolari tradizioni (si pensi ai tipici costumi, ai canti e alla musica e alla lavorazione dei merletti o pizzo a tombolo), che si rivelano tuttora una interessante attrattiva per il turista.
Le cappelle e altri segni della presenza cristiana
La fede degli abitanti di Cogne ha portato alla fondazione di numerose cappelle, risalenti per lo più al XVII secolo. Un percorso di fede e cultura vede protagoniste cinque antiche cappelle, si tratta di un itinerario storico, passante nei luoghi di culto e presso alcuni oratori, che sale sui terrazzamenti sopra Montroz, e raggiunge la cappella a Tarabouque. La conoscenza dei luoghi e delle storie della tradizione avviene attraverso la lettura della cartellonistica, sita presso le singole Tsapelle, che è parte integrante del progetto. Tutte le info le trovate sul sito nella pagina dedicata accessibile anche attraverso il banner qui sotto.
Quali splendide testimonianze di fede segnaliamo infine le Croci e le statue della Madonna erette su molte delle più alte cime delle nostre montagne, come il Gran Paradiso, la Punta Tersiva, la Grivola, il Pousset, a richiamare una meta e una conquista e a garanzia della protezione divina.