Concerto del Lunedì Santo – 14 aprile – h. 18.00

Abbiamo avuto il piacere di conoscere questo gruppo musicale di tradizione popolare direttamente a Genova, in occasione di uno dei loro concerti tenutosi nella Chiesa di San Matteo con il titolo E la Madonna si missò in cammine… durante la Settimana Santa, precisamente il 22 marzo 2024.
L’incontro è stato così entusiasmante da volerlo proporre a Cogne: comunità che da sempre è sensibile al canto, praticandolo e condividendolo sempre volentieri.
Ci rivolgiamo a tutti, in particolare a chi ama cantare, fare ricerca e scoprire originali forme espressive, sicure che l’incontro tra noi e loro possa rivelarsi arricchente grazie alla consapevolezza e al vissuto della potenza del canto.
Sara Burland e Patrizia Glarey

Presentazione del concerto E la Madonna si missò in cammine…
Il canto popolare raggiunge una delle espressioni più alte durante i riti della Settimana Santa. Nei canti della passione, che siano sardi, salentini, grichi, calabresi ecc. si contemplano gli ultimi istanti della vita di Gesù e il dolore straziante di una Madre che si aggira dolente in cerca del Figlio.
Nella tradizione popolare di tutte le Regioni d’Italia era molto sentita la devozione per la Madonna Addolorata, portata in processione con il cuore trafitto da sette spade. L’esperienza del dolore rende Maria una figura così umana, così vicina a tutte le donne del Mediterraneo che si trovano alle prese con la sofferenza nella vita quotidiana, tanto che questa vicinanza si è tradotta nei secoli in una sorta di identificazione, dando vita a canti che hanno ripreso antiche forme, tradizionalmente riservate alle donne, del Lamento funebre.
I riti della settimana Santa usano modalità narrative che risalgono alle Sacre Rappresentazioni di epoca medioevale, agli albori del teatro moderno. Si svolgono spesso parallelamente alle funzioni ufficiali della Chiesa, ma sono accettate purché si svolgano al di fuori del perimetro del rituale canonico, e sono conservate e ancora oggi tramandate, grazie spesso alle Confraternite, per la forza poetica e per l’originalità della loro forma espressiva.

Oggi le società che hanno espresso e tramandato questi rituali sono profondamente cambiate e questi canti hanno perso in gran parte la loro funzione originale: nel canto si dava voce al dolore personale, della propria famiglia e di tutta la comunità e questo era un modo per trasformarlo. Si stava di fronte al dolore, alla crudeltà e alla morte accendendo la luce delle candele, luce che prefigura la Pasqua, l’arrivo della primavera, il trionfo della Vita che risorge.
Anche se oggi viviamo in un mondo che cerca di allontanare e distogliere il pensiero dalla sofferenza e dalla morte, questi temi ci interpellano e questi canti possono ancora parlarci.

Presentazione dell’Associazione Culturale “Le Vie del Canto
E’ nata a Genova nel 2006 e affonda le sue radici nell’intenso lavoro di ricerca e rielaborazione delle tradizioni musicali e canore della Liguria e delle altre regioni italiane, che si svolse tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta.
L’Associazione ha come obiettivi lo studio e la riproposta del vastissimo repertorio della musica popolare italiana, in particolare di quella di tradizione orale. A questo scopo organizza, oltre ai concerti, anche corsi e seminari condotti da musicisti attivi nel settore della musica popolare. Numerosi sono stati i seminari condotti dalla grande Giovanna Marini e dal maestro Xavier Rebut della scuola del Testaccio di Roma, ma non sono mancati quelli sui “Trallalero”: il canto tradizionale genovese.
Il gruppo vocale “Le Vie del Canto” interviene spesso in occasione di feste e ricorrenze o semplicemente si ritrova a cantare liberamente nelle piazzette del centro storico durante la bella stagione, perché il canto popolare è per tradizione un momento di incontro tra le persone e un’occasione di scambio tra culture diverse.